BIOGRAFIA

 

Gabriele Buratti - Buga nasce a Milano l'8 agosto 1964. Dall'infanzia osserva il padre e il nonno, gioiellieri maestri dell'artigianato milanese, nel trattare la materia. Dopo il liceo artistico si laurea al Politecnico in Architettura del Paesaggio. Si interessa ai caratteri fisici, antropici, storici e strutturali del territorio che influenzerà profondamente la sua opera di pittura, scultura e fotografia. Conosce Piero Fornasetti e realizza numerosi disegni per lui. Conosce Remo Brindisi ed espone al suo Museo Alternativo al Lido di Spina.

Espone in Europa e America e in Oriente. A differenza del passato oggi l'uomo con la sua tecnologia domina la Natura, spesso la deturpa, per questo nel 2013 costituisce “Artists for Rhino” con Marco Ferra per unire il lavoro degli artisti a cause ambientali. Attualmente collabora con diverse gallerie d'arte italiane e con l'estero. Dal linguaggio rupestre a quello delle macchine, la semiologia, ha fatto un salto che allontana l'uomo dal mistero del sacro. Se gli uomini delle caverne inventarono il primo linguaggio per esigenze tribali-sacrali, quello odierno dei codici (a barre) è il simbolo della prevaricazione dalle leggi di mercato su quelle  dell'etica.

­ A differenza del passato, oggi, l’uomo domina la natura con la sua prepotente tecnologia e così spesso la deturpa. Nella pittura di “Buga” si percepisce un monito sul rischio che stiamo correndo sulla strada della globalizzazione planetaria. Le immagini delle metropoli con il loro skyline di grattacieli indicano la fine della diversità architettonica determinando una condizione in cui l’uomo sembra assente...  Gli animali sono il paradigma di una logica tutt’altro che ambientalista. E’ questa la tematica di cui si è sempre occupato BUGA: osservare quali comportamenti e accadimenti siano connotati dall'istinto animale e quali il risultato di una cognizione civile e consapevole. L’essere umano non ha (ancora?) la facoltà di trovare la misura ideale dell’abitare in quanto non ancora pienamente convinto che un rapporto simbiotico con la natura sia la condizione sine qua non per riconcepire l’architettura.

Mio pensiero sull'arte 

Dapprima mi cattura l’immagine in quanto trasmette qualcosa, forse per come la mano e l’occhio hanno agito nel crearla… poi “scatta la curiosità,  qualcosa che mi attira e che va oltre l’immagine stessa entrando nella “sfera concettuale” dell’opera. Mi si aprono scenari e domande a cui do’ una mia risposta o ne formulo comunque alcune.

Un’opera, in quanto tale, deve necessariamente esprimere la visione unica di un mondo unico dell’autore stesso, quantomeno un concetto, anche se figurativa, ma senza la pretesa di reggersi aggrappata a un terzo referente come la pagina di un trattato di filosofia o quella di un romanzo, anche se astratta.

Estetica, concetto e mestiere devono coesistere altrimenti qualsiasi opera all’alba del terzo millennio risulta pedissequa, già visibile laddove nessuno l’abbia pensata: nella crepa di un muro, in una macchia a terra o in qualsiasi cosa ci accada intorno, qualsiasi cosa.

Oggi l’artista dev’essere conscio di vivere “la realtà in cui si muove il corpo come opera d’arte” impegnandosi a mostrarne la propria percezione attraverso l’opera.  Gli astrattisti ce ne hanno anticipato da tempo il valore dipingendo ciò che apparentemente “non si vede” in natura ma che è dentro di noi, quasi sempre nel nostro subconscio, forse da Van Gogh in poi. La lezione è servita affinché se ne faccia tesoro e se oggi ha senso creare un’opera d’arte deve quindi aver senso “saper trattare la materia” imprimendole il verbo dell’unicità della visione dell’artista nel suo pensiero. 

Gabriele Buratti




 
 

CRITICHE

 

Intervista di Federica Maria Marrella

Critica di Carlo Franza.

Critica di Pino Sguera.

Critica di Antonio D'Amico.

Intervista di Elena Baldelli: Panorami Inquietanti.

Recensione di Barbara Cella Farina.

Critica di Giacomo Lodetti.

Critica di Valentina Incardona: Le forme dello stile.

Alfa e omega della civilizzazione di Jürgen Kisters Italiano e English

Critica di Cristina Palmieri

 

MEDIA E PROGETTI

 

Artists 4 Rhino

Incontro, 2021



Anime nere, Primo premio Mostra di Venezia, regia Francesco Munzi